Abbracciamo i popoli del mondo!

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“Con la cultura si impara a vivere insieme; si impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni, altri modi di vivere che sono altrettanto validi dei nostri.” 
Tahar Ben Jelloun


Buongiorno amiche e amici! Oggi vi do il buongiorno con la citazione dello scrittore, saggista e filantropo marocchino Tahar Ben Jelloun, noto principalmente per i suoi scritti contro il razzismo. Perché per abbracciare il mondo un po’ filantropi bisogna esserlo, per apprezzare tutte le meraviglie di questo pianeta. Un filantropo è una persona che ama il prossimo, e di motivi ce ne sono parecchi. Tanto per dirne uno, ogni individuo è unico! E poi perché da tanti individui sono nati i popoli, che ci hanno dato un’identità: ci sono tantissime differenti culture nel mondo che danno un senso di appartenenza a chi che la condivide. Pensate solo a quante lingue si parlano nel mondo!

La globalizzazione ha reso possibile conoscere tantissime culture, anche se forse ancora non abbiamo scoperto un modo per far sì che ci si incontri veramente. E pensare che basterebbe così poco: gentilezza, rispetto, dialogo sono doti naturali, alla portata di tutti!
La globalizzazione però non è bastata a farci conoscere ogni sfumatura di questo pianeta, e per questo vogliamo abbracciarlo così: celebrando le culture che ancora on conosciamo ma che, ovviamente, non vediamo l’ora di scoprire!

Noi formichine siamo in tutto circa 10.000.000.000.000.000, un bel numero vero? E sapete voi in quanti siete? Secondo i miei calcoli, in questo esatto momento circa 7.093.354.391, distribuiti in modo non molto omogeneo; lo sapete quali sono le nazioni più popolate della terra? La cosa curiosa è che la dimensione di uno Stato non c’entra praticamente niente: ci sono Paesi come la Russia che sono molto grandi, ma solo alcune aree sono popolate per via della sua conformazione geografica.
Anzi, tecnicamente è proprio la nazione più grande del pianeta, pensate che copre circa 1/8 del suolo terrestre ed è così grande da contenere ben 11 fusi orari diversi! Eppure lo stato con il maggior numero di abitanti è la Cina, il cui suolo è calpestato da oltre un miliardo di abitanti.

La densità, però, è un altro parametro ancora: siccome la Cina è molto grande, (il terzo Stato al mondo per dimensioni) in proporzione ci sono più abitanti in uno stivale piccolo come l’Italia! La densità di popolazione è un valore che si ottiene dividendo il numero di abitanti in un dato territorio per la superficie del territorio stesso. Lo Stato che ha la densità di popolazione maggiore è il Bangladesh, che vanta ben 1034 abitanti per km2!
Quante sfumature possono generarsi nell’anima di una persona che cresce in situazioni così differenti? Ecco la magia della cultura, che è così strettamente legata alla società da evolvere in continuazione, senza mai perdere gli elementi che l’hanno generata.

Di alcune culture, tuttavia, si sa pochissimo: sono le tribù isolate.
Si tratta di alcuni gruppi di persone che hanno trascorso la loro vita in completo isolamento, senza aver mai avuto contatti diretti con la società, con il progresso, addirittura con la medicina moderna e la scienza, e che vivono ancora come secoli fa.
Spesso queste tribù non ignorano l’esistenza della civiltà moderna, ma hanno scelto tempo addietro di restare intonse, preservando così tradizioni che altrimenti sarebbero scomparse.
Secondo il Movimento Mondiale per i Diritti dei Popoli Indigeni queste tribù sarebbero un centinaio, situate in quattro continenti: Asia, Oceania, America settentrionale e America meridionale.
Sono popoli vulnerabili, con difese immunitarie totalmente diverse dalle nostre proprio a causa di questo isolamento, un grande svantaggio: il loro sistema immunitario non sarebbe in grado di difendersi da malattie che oggi sono comuni, come raffreddore e varicella.

Gli aborigeni Pintupi, nel deserto di Gibson, Australia occidentale, individuati per la prima volta nel 1984. I Lacandòn, in Messico, sono una tribù discendente dai Maya che vive nello Stato di Chiapas, al confine con il Guatemala. In Bolivia si ritiene che siano cinque i gruppi indigeni mai contattati: gli Areyo, Mbya-Yuqui, gli Yurakare, i Pachahuara e gli Araona.

In Colombia, Bolivia, Ecuador, Guyana e Perù si stimano diversi piccoli gruppi di Indios che protetti dalla foresta Amazzonica conducono un’esistenza lontana dalla civiltà. La verità è che in molti casi, complice la deforestazione e la sottrazione di vaste aree di foresta, questi popoli hanno incontrato i costumi occidentali, defraudati dalle loro terre, troppo attaccati ad uno stile di vita semplice per accettare il progresso, troppo deboli per difendersi: un limbo di compromessi!

Solo una tribù è riuscita ad evitare davvero ogni tipo di contatto con il mondo: i Sentinelesi, che abitano su un’ isola nell’Arcipelago delle Andamane, North Sentinel. Complice la geografia del territorio, gli unici contatti registrati sono avvenuti a bordo delle imbarcazioni, perché questa tribù si rivela ostile ad ogni tentativo di approdo sull’isola e si mostra agguerrita verso gli estranei. Solo in un’occasione, agli inizi degli anni ’90, accettò in dono delle noci di cocco, che sull’isola non crescono. Ma considerando che il rischio di contrarre una malattia è troppo alto, considerando che il loro stato di isolamento perdura da quasi 50.000 anni e considerando che si tratta di una cultura preziosa quanto pressoché sconosciuta, il Governo Indiano ha vietato l’accesso all’isola. Così di questo popolo misterioso rimane traccia solo in qualche immagine sfocata, ma i Sentinelesi possono continuare a prosperare, vivendo come meglio credono, lontani dal progresso e sospesi nel tempo.