Scopriamo l'Isola di Pasqua.

Pronti a partire con la fantasia verso uno dei luoghi più lontani al mondo? Okay, adesso chiudete gli occhi e fatevi trasportare dalle parole che sto per scrivervi… no aspettate, se chiudete gli occhi non vedete più cosa ho scritto. Allora tenete gli occhi aperti e non fatevi sfuggire ciò che sto per raccontare, vi aiuterà a sognare (rima suggerita dal mio amico Sorriso)

Partiamo alla volta di uno dei luoghi più magici del nostro bellissimo e generoso Pianeta: Rapa Nui, piccola e isolata isola nel Pacifico meridionale, conosciuta anche come ombelico del mondo. Appartenente al Cile, questo territorio abitato fin dai tempi antichi da diverse civiltà, venne scoperto il giorno di Pasqua del 1722 dall’esploratore olandese Jacob Roggeveen e da qui l’omonimo nome. Con un’estensione di soli 163km2, l’isola si trova a 3.500 km dalle coste del Cile e a 4.200 da Tahiti… possiamo quindi dire con assoluta certezza che le sue principali caratteristiche siano proprio quelle elencate in cima all’articolo: piccola e isolata. Ho usato anche il termine “magico” e adesso vi racconto il perché.

L’Isola di Pasqua ospita delle enigmatiche statue in pietra vulcanica (come del resto vulcanica è anche l’isola) chiamate Moai, alte anche fino a 23 metri il cui peso può raggiungere le 86 tonnellate. Tutti i Moai guardano verso l’entroterra dando le spalle al mare in modo da proteggere i villaggi; ve ne sono però alcune, distribuite a schiera che guardano verso la Nuova Zelanda.

Pare che se ne contino quasi 900 e la domanda, non solo a me ma anche a moltissimi altri studiosi, sorge spontanea: come hanno fatto gli abitanti di questa isola a trasportare dei blocchi di pietra di queste dimensioni nel periodo che corre tra il XII e il XVII secolo?

Secondo gli abitanti dell’isola, le statue si muovevano da sole, accompagnate dagli spiriti ma, di recente, uno studio pubblicato qualche anno fa sul Journal of Archaeological Science ha sfatato questa leggenda. Grazie infatti a numerosi studi e misurazioni, l’equipe  scientifica ha dimostrato che le statue venivano dapprima collocate in posizione eretta, poi legate a delle corde e trasportate dalle cave fino ai luoghi considerati più sacri dell’isola. Questo movimento era simile ad una passeggiata. Ancora oggi, però, appare incredibile come gli abitanti di Rapa Nui siano riusciti in questa impresa con la sola forza delle braccia. Io ho anche chiesto al mio amico Fortebraccio e nemmeno lui sa spiegarselo. Per noi due resta una magia.

E adesso vi racconto una storia che ha impressionato tutti i miei amici ieri sera e scommetto che farà rabbrividire anche voi. Dovete sapere che una leggenda dell’Isola di Pasqua narra che dal cielo giunsero degli uomini uccello (Tangata manu) in grado di volare. Il loro capo si chiamava Makemake, creatore dell’umanità, Dio della fertilità. La sua immagine è stata scolpita su alcune rocce presenti sull’isola. I Maoi si muovevano grazie a una forza misteriosa che solo due sacerdoti potevano controllare. Un giorno, però, i due sacerdoti scomparvero e da quel momento un’intera schiera di statue è rimasta incompiuta. Gli studiosi fanno coincidere questo momento con l’anno 1500.