Giornata dei Bambini

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La Giornata Universale dei Bambini cade in questa data perché il 20 Novembre del 1989 le Nazioni Unite hanno approvato la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il primo trattato internazionale ad affermare i diritti di tutti i bambini. Io e il mio amico Galileo abbiamo ripercorso insieme la storia della nascita di una giornata così importante, e ora ve la raccontiamo!

La prima volta che si fa riferimento ai diritti del bambino è il 1924, nella Dichiarazione di Ginevra. Qualche anno dopo, nel 1959, viene promulgata dall’Onu la Dichiarazione dei diritti del bambino, che è quella che esiste ancora oggi. Dal 1959 le cose sono cambiate per il meglio, perché i bambini non sono più visti come un “bene” da tutelare ma come persone con esigenze, desideri e necessità che vanno ascoltate.

Fu la Polonia a ribadire dalla fine degli anni ’70 la necessità di adottare una convenzione specifica relativa ai bambini, e così è stato. Ognuno dei 43 Stati appartenenti alla Commissione per i diritti umani poteva partecipare alla stesura della Convezione per i diritti dei bambini, fino ad arrivare al documento definitivo nel novembre 1989. Finalmente oggi tutte le bambine e i bambini sono considerati soggetto di diritti, come dire: solo perché i bambini sono “piccoli”, non significa che non possano essere considerati membri della società a tutti gli effetti, anche giuridicamente.

Ora, grazie alla convezione, i bambini hanno più diritti, come il diritto all’identità legale, il diritto al rispetto della privacy, diritto al rispetto della dignità e libertà di espressione, oltre a quelli che erano già riconosciuti in tutto i mondo, come il diritto al nome, alla sopravvivenza, alla salute e all’istruzione. Diritti, insomma, che supportino, sopra ogni cosa, un solo sacrosanto diritto: quello di essere bambini! 

I bambini sono fragili perché, con la loro purezza e innocenza, assorbono come fiorellini dal terreno ciò che è intorno a loro, ecco perché è fondamentale assicurarsi che stiano bene e crescano in ambienti adatti a loro. 

Come diceva il sommo Dante AlighieriTre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”.