Festeggiamo gli insegnanti

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Ciao amiche e amici! Oggi mi sono svegliato e ho deciso di insegnarvi a festeggiare la Giornata Mondiale degli Insegnanti. Ogni 5 Ottobre dal 1994, in tutto il mondo, generazioni di adulti che una volta erano bambini e ragazzi si ricordano dei loro insegnanti, e lo stesso fanno generazioni di bambini che sono ancora bambini! Sapete che Sigmund Freud diceva che fare l’insegnante è il secondo mestiere più difficile del mondo, subito dopo fare il genitore. Secondo voi perché? Perché in fondo gli insegnanti sono un po’ come dei supereroi, e devono combattere contro un sacco di mostri ogni giorno! Sconfiggono l’ignoranza, la cattiva informazione, e con impegno aiutano gli studenti a ragionare con la loro testa, li spingono ad essere sempre curiosi (e devono esserlo loro stessi!), li spronano con parole gentili e, se sono non bravi ma ottimi insegnanti, li spingono a dubitare sempre, cioè ad essere sempre curiosi e a  non fermarsi mai alle apparenze! Anche io seguo tutti questi ottimi consigli, pensate amici cosa sarebbe successo se le conoscenze scientifiche non fossero mai state messe in dubbio. Perché di imparare non si finisce mai, e nemmeno di insegnare, perché ci sono insegnanti e insegnanti, di scuola e di vita, che per fortuna a volte coincidono! La Giornata mondiale degli insegnanti commemora la sottoscrizione delle “Raccomandazioni UNESCO sullo status degli insegnanti nel mondo”: è la principale struttura di riferimento per i diritti e le responsabilità degli insegnanti. Il ruolo chiave degli insegnanti rientra anche negli obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsto dall’Agenda delle Nazioni Unite per il 2030.
Insomma, l’insegnamento non è un lavoro (e un valore) trascurato, e anche se qualche notizia a volte fa sembrare che sia così, basta fare il giro del mondo attraverso i suoi insegnanti per accorgersi che si tratta di una risorsa su cui ogni nazione investe: ad esempio, in Finlandia, Svezia, Giappone, Inghilterra e Australia agli insegnanti sono dedicati corsi appositi di formazione durante tutto l’anno, per far sì che siano sempre preparati. Il tema del 2018, infatti, riguarda proprio questo, il collegamento tra diritto all’istruzione e il diritto di avere insegnanti che siano sempre aggiornati. Come si fa ad essere bravi insegnanti? Ci vuole una grande sensibilità, per poter imparare ad ascoltare, prima che ad insegnare, ad ogni singolo studente. E poi ci vuole una grande cultura, a cui comunque la sensibilità è connessa! 
La cultura non è circoscritta ad un’area, ma è un patrimonio dell’umanità, libera e gratuita, e insieme all’amore, alla gentilezza e al rispetto, è il modo più facile e veloce per abbracciare tutto il mondo!