Cos'è il "Water grabbing"

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Il "furto" di risorse nelle aree più povere del pianeta non si limita alla terra: dopo il land grabbing, l'accaparramento di terre, dobbiamo fare i conti anche con il fenomeno del water grabbing, o accaparramento delle acque, in cui attori ricchi e potenti hanno la possibilità di controllare o deviare risorse idriche preziose, sottraendole a piccole comunità o, in alcuni casi, anche ad intere nazioni.

Gli effetti di questa pratica possono portare a conflitti e migrazioni forzate. Si esercita il land grabbing per esempio con grandi dighe, la cui costruzione costringe spesso gli abitanti dei villaggi alla fuga. Oppure, l'acqua può essere sottratta alle comunità perché serve per alcuni settori importanti dell'economia, come per esempio quello minerario. Tra le zone maggiormente a rischio, oggi ci sono l'area del Mekong, il Brahmaputra e l’Irrawaddy, ma anche il Sud Africa, che estrae 8 milioni di carati di diamanti ogni anno e dove si trovano il 3,5% delle riserve globali di carbone, l’80% del platino e il 12% dell’oro.

Fonte: Lifegate