Giornata mondiale degli oceani

Perché dedicare una giornata agli Oceani? Adesso ve lo racconto! Intanto alcuni dati: gli oceani ricoprono la Terra per il 71% della sua superficie. I mari dunque sono dei bacini marginali in comunicazione con gli oceani, che sono identificati con l’Oceano Pacifico, l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano, e sono grandissimi, ma così grandissimi che voi non ve lo potete nemmeno immaginare! Vi basti sapere che possono raggiungere una profondità media di circa 3.800 metri (praticamente come il Monviso, il monte da cui nasce il fiume Po') e che il nostro pianeta viene definito “Blu”, proprio per la presenza di tutta questa acqua. Solo per questo, gli oceani dovrebbero suscitarci interesse, ma se ancora non l’hanno fatto eccovi un altro dato: questi enormi bacini di acqua salata ospitano oltre 226.000 specie di animali (escludendo quindi alghe, batteri e protisti), un numero destinato a crescere grazie alle continue scoperte degli scienziati. Del resto finora è stato esplorato soltanto il 10% degli oceani! E sapete perché? Perché arrivare fin laggiù, nel Profondo Blu, non è affatto facile, bisogna essere super attrezzati! La pressione dell’acqua massima calcolata è di 11.318 tonnellate per metro quadrato, che equivale a dire che un essere umano dovrebbe sopportare un peso sulla testa pari a 1.131 tonnellate. Incredibile vero? Eppure pare che là sotto ci sia vita, forme lontanissime da quelle umane, ma ci sono e noi abbiamo un dovere verso di loro, ma anche verso di noi: la salvaguardia delle nostre acque. Per questo nasce la Giornata degli Oceani, proposta per la prima volta dal Canada nel 1992 e abbracciata nel 2008 dalle Nazioni Unite. Una giornata per celebrare la bellezza e la ricchezza di questi bacini, per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull’importanza della loro salvaguardia e per conoscere meglio queste vastità immense, considerate la culla della vita sulla Terra. Una recente ricerca della Columbia University, infatti, indica che una “tempesta perfetta” transitoria di nutrienti e luce, avrebbe stimolato l’esplosione della vita nel Pacifico dopo l’era glaciale. Non solo. Gli oceani, secondo le Nazioni Unite, sono i polmoni del nostro pianeta, poiché riescono a creare la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo!