I semi si amano e si scambiano!

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Per chi non mi conoscesse, sono Rompisassi e adoro scavare, perché adoro la terra! Così, appena iniziato l’anno nuovo, mi sono dato da fare per scavare e scavare, pensate che l’ho anche scritto nella mia lista dei buoni propositi! Devo essere molto concentrato per non urtare o danneggiare le radici che incontro, altrimenti le piantine non crescono più sane e forti, e devo anche non smuovere i semi che incontro! Li lascio esattamente dove sono, aspettando che la natura faccia il suo corso per farli germogliare. E così, a proposito di semi, mi è venuto in mente di parlarvi di una splendida iniziativa che forse non conoscete: lo scambio di semi. 
Perché è davvero il caso di ripeterlo: i semi sono la cosa più importante di tutte. 
Perché è dai semi che nasce la vita delle piante. Sulla terra ci sono circa 391mila specie di piante, e tutte nascono da piccoli e preziosi semi. E chissà quante ancora non sono state scoperte! Insomma, miliardi e miliardi di semi per un’esplosione di vita verde. Da cui, naturalmente, dipendiamo anche noi formiche, gli animali, l’uomo, l’intera esistenza sul nostro pianeta blu. 
Perché fanno la fotosintesi e ci fanno respirare, ripuliscono l’aria, ospitano la biodiversità e ci danno da mangiare! Infatti, di queste specie di piante, 21 sono quelle che fanno parte delle cosiddette 21 colture più importanti della terra, tra cui riso, mais, frumento, patate, mele, manioca, il taro e la noce di cocco. Tutte queste specie, con le loro numerosissime varietà, sono alla base dell’alimentazione mondiale! E ne esistono tantissime varianti, pensate che ad esempio solo per quanto riguarda le patate ce ne sono circa 200 tipi, diversi per forma, colore e sapore. Insomma, dai semi ha origine la vita delle piante a in un certo senso anche la nostra, così strettamente intrecciata alla loro secondo i delicati equilibri naturali. Ops, che sbadato, ancora non vi ho raccontato dell’iniziativa di cui volevo parlarvi! Avete mai sentito parlare di scambio di semi? Chi ha un terreno coltivato spesso è costretto ad acquistare i semi da poche multinazionali dell’industria sementifera, e lo scambio dei semi serve proprio a permettere a quelle varietà che sono a rischio di scomparsa di diffondersi maggiormente, perché non vadano perse. I semi tradizionali, coltivati con amore di orto in orto, rendono possibile il ritorno ad un tipo di agricoltura che permette di preservare caratteristiche della pianta che, con la vendita all’ingrosso, si perdono con l’abbassarsi della qualità dei semi: il sapore di una volta, il profumo e il vigore sono sempre più difficile da ritrovare nella sementa acquistata. 
Come si fa a scambiare i semi? Basta comunicare! Forse il vostro comune organizza fiere dove è possibile scambiare i semi. Provate ad informarvi, e in ogni caso nulla vieta di raggiungere direttamente il vicino di casa (o di orto) e i proporre una pratica che sarà vantaggiosa per voi e per il terreno.  Oltreoceano, ad esempio, si festeggia il #SeedVaultDay, che cade solitamente il 18 Gennaio, una giornata interamente dedicata allo cambio dei semi. 
In ogni caso, dal momento che siete cuori verdi e amate la natura, sappiate che esiste un posto dove vengono conservati i semi delle principali varietà di piante coltivate: lo Svalbard Global Seed Vault, il Deposito Globale di Sementi delle isole Svalbard. Tutto è stato studiato per garantire ai semi le migliori condizioni di conservazione possibili, ed è progettato per mantenere intatto il prezioso patrimonio mondiale di semi. Perché, come diceva il medico e aforista argentino Eise Osman, “un seme è il tempio dove abita Dio”.