Foreste di Natale

Care amiche e amici, durante questo periodo di feste, risate e buonumore vi va se ci fermiamo un attimo a pensare ad uno dei protagonisti delle feste, l’albero di Natale?!
Cominciamo con il dire che l’abete è un genere di conifera sempreverde. Questo significa che non perde mai le foglie e per questo è verde tutto l’anno! Ci sono circa 45 specie di abete nel mondo, e in Europa il più diffuso è l’abete bianco, o abete comune. Ma anche il Peccio, o Abete rosso, è originario del clima boreale dell’Europa ed è diffuso dalle Alpi marittime fino alla catena dei monti Urali, attraverso tutta l’Europa settentrionale.
Questi giganti verdi, specialmente sono il periodo di Natale, devono far fronte ad un’ulteriore minaccia, oltre ai danni che già provocano il disboscamento per il legname, la riconversione di porzioni di foresta e lo sfruttamento delle montagne dove crescono: la richiesta di alberi di Natale, per cui vengono abbattuti!
Infatti il vero “albero di natale” dovrebbe essere proprio un abete rosso. Ma un albero di Natale sintetico, con tutta la plastica servita a produrlo, sarebbe meglio? Con l’aiuto del mio amico Galileo mi sono documentato e proverò a spiegarvi quello che ho scoperto: 
è vero che gli alberi sintetici inquinano, ma questo vale solo se decidete di acquistarne uno nuovo. Infatti a volte capita di utilizzare per più anni di fila lo stesso albero di Natale, che finite le feste si smonta e si rimette a posto: niente di meglio!
Sembra, infatti, che dopo 6 anni di utilizzo dello stesso albero finto si rientri nei costi ambientali dell’abbattimento di un abete. Quindi se usate lo stesso albero per più di 6 anni, allora probabilmente state facendo la scelta più ecologica!
E se non avete a disposizione un albero finto? Allora in questo caso le soluzioni sono almeno due, anzi tre. 
La prima è quella di addobbare gli alberi presenti sul vostro terrazzo o giardino, anche se non sono abeti, lo spirito del Natale, la luminosità interiore che ci pervade e ci riscalda il cuore potrà essere trasmessa dalle tante lucine (naturalmente a energia solare!) e decorazioni che deciderete di appendere ai suoi rami. Oppure perché non utilizzate, anziché l’albero di Natale, dei rami di potatura delle foreste? Sicuramente si tratta di due scelte ecologiche e rispettose dell’ambiente. L’ultima opzione, se decidete di acquistare un abete vero, è questa: controllate quando lo prendete che non gli abbiano tagliato le radici, e quindi che l’albero sia ancora vivo!
Finito il Natale, dovrete poi provvedere a piantarlo anche se questo richiede un po’ di conoscenza di botanica prima di tutto, perché così l’abete non soffre. Secondo, un po’ di accortezza: calcolate bene lo spazio! Infatti la prima cosa che si è chiesto Galileo è stata “...E se non c’è spazio?”. Beh, abbiamo scoperto che esistono appositi centri di raccolta. Magari uno è presso lo stesso vivaio dove acquistate l’abete! A seconda di dove vivete potreste informarvi presso il Comune sulle raccolte speciali di rifiuti ingombranti. Mi raccomando, quando acquistate l’abete parlate della volontà di reintrodurlo in Natura! E trattatelo sempre con amore e  rispetto, in fondo è uno degli esseri più longevi del mondo, e portandolo in casa lo strapazzate un po’.
Pensate che Leif Kullman, botanico dell’Università di Umea, in Svezia, ha monitorato le radici degli abeti rossi del parco naturale di Fulufjället. Indovinate cos’ha scoperto? Che le radici di un abete, chiamato “Old Tjikko”, hanno…. 9000 anni! Ci pensate? Il tronco, invece, ne ha “appena” 600. Questo per dire che la natura è davvero misteriosa, antica, brulicante di vita. In un mondo sempre più grigio e frenetico c’è il rischio di dimenticarsi della sua confortante bellezza e del rispetto che è necessario avere nei suoi confronti, a Natale e in ogni momento all’anno!